“Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite , perché…”


Ogni essere nasce con un bagaglio di conoscenze ricco di migliaia e migliaia di anni di evoluzione, lo arricchisce indipendentemente dalla sua volontà per poi trasmetterlo inconsapevolmente attraverso il suo DNA ai propri figli e così per tutte le altre generazioni. A seguito della diversità umana, la percezione su un’informazione da parte di un individuo sarà sempre diversa e mai identica con quella di un altro; diverso sarà anche il modo attraverso il quale tale informazione viene compresa, elaborata e poi comunicata.

Ad un occhio attento, paradossalmente i nostri figli nascono più intelligenti di noi, cosi come noi siamo nati più intelligenti dei nostri genitori. Non centrano gli studi, non centra l’esperienza e l’età. Tutto ciò che un genitore ha appreso e sedimentato fine al momento del concepimento del suo figlio, nascerà con esso. Tutta la sapienza si troverà lì, nell’indole della piccola creatura, allo stato inespresso, pronta a manifestarsi e mettersi in risalto di fronte ad una realtà che la richiede.

monticelo valeta tramontoPerché questa differenza tra ogni essere?

Non entrando negli argomenti della genetica, la qualità unica della molecola di DNA di aiutare l’organismo nel decodificare le informazioni al fine di sintetizzare le proteine necessarie allo sviluppo, è il nodo di partenza sotto ogni aspetto della qualità di ogni singolo umano. Per via di questa particolare molecola, ogni uno di noi è in possesso di un patrimonio sapiente innato trasmesso dai nostri genitori.

Non esiste tra alcun umano similitudini nel affrontare una realtà. Ogni uno di noi ha un metodo diverso di adoperare e nella nostra vita siamo tutti quanti diversi poiché abbiamo genitori diversi e di conseguenza patrimonio sapiente innato diverso. Vale anche per i fratelli, figli di stessi genitori, in quanto il bagaglio sapiente dei genitori si è già modificato tra la nascita di un figlio e altro; in seguito i fratelli erediteranno un patrimonio sapiente diverso uno dall’altro.

Anche se concepiti allo stesso momento per cui con lo stesso patrimonio sapiente innato, anche i gemelli avranno un approccio diverso di fronte a qualunque realtà. La loro ottica diversa sulla vita è data dalla molecola di DNA, la quale così come dalla sua definizione aiuta l’organismo nel decodificare le informazioni. Ora, considerando che le più recenti ricerche che mettono in evidenza le reazioni del feto a certi stimoli esterni all’utero della madre, dimostrano che l’organismo inizia il suo processo di analisi e crescita molto prima della nascita, si potrebbe dire che il DNA di ogni gemello decodificherà gli stessi stimoli esterni all’utero e in più anche gli stimoli percepiti dal gemello accanto, per quanto, dallo stato di embrione ogni uno è uno stimolo per l’altro .

Siccome il patrimonio sapiente trasmesso dai genitori ai figli al momento del concepimento e la decodifica delle prime informazioni nel periodo della vita intrauterina rappresentano le basi di tutto ciò che l’uomo diventerà, possiamo incidere con fermezza la considerazione che la sapienza di una persona inizia ad arricchirsi sulla base di un patrimonio sapiente innato, dal momento dello stato embrionale.

Se poi ricordando la teoria di Otto Rank quale nel 1924 evidenzia che tutto ciò che diventerà uomo è una reazione al trauma della nascita e al suo processo di elaborazione, anche se poi Winnicott nel 1949 considera la nascita un processo naturale e solo il distacco dolorosissimo della madre al momento della nascita uno shock piuttosto che una trauma, troviamo da subito elementi che permettono di parlare di un evento talmente angoscioso per il corpo e allo stesso tempo per la psiche che potrebbe essere considerato fondamentale per la nostra evoluzione. Non mi sorprenderebbe se, ad una analisi più approfondita questo evento si svelerebbe come ragione della morte inaspettata del lattante o la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome). Lo shock subito al momento del distacco della madre si potrebbe manifestare con tale forza da non essere metabolizzato dalla psiche e dall’organismo allo stesso tempo, portando il neonato alla morte. Non per nulla, in seguito ad un evento traumatico si chiede la sorveglianza di almeno ventiquattro ore sul degente anche se le sue analisi conferiscono una prognosi positiva. A questo proposito è conosciuto che gli incidenti traumatici sui bambini e sui adulti provocano un blackout temporaneo, irreversibile avvolte, e in più una perdita di memoria parziale o totale sull’evento in se o su tutto quello che vi era prima dell’incidente. Direi che lo shock subito al parto per via della rottura del legame sicuro con la madre, potrebbe essere la causa primordiale dell’amnesia riguardante l’ambiente intrauterino di ogni essere umano.

Bisogna staccarsi dai vari concetti e analizzare con rispetto la creatura che si sviluppa ed evolve nell’utero della madre, poiché essa si trova in uno stato che ogni uno di noi abbiamo attraversato e per una beffa dell’evoluzione non lo ricordiamo più. Come abbiamo visto questa creatura è sapiente, reagisce agli stimoli e per un periodo che non è per nulla da sottovalutare (circa nove mesi) cresce, si sviluppa, si nutre, si muove. Con parole semplici, questa creatura, il feto ha una sua esistenza che viene interrotta per sempre attraverso un evento violento, il parto, evento che lo trasferisce in un altra dimensione, la nostra.

Nell’immediatezza del arrivo in questo mondo, il neonato si ritrova ad affrontare vari eventi che lo vedono protagonista in un ambiente nuovo del quale non ha memoria ma al quale si adatta prontamente per via della sua sapienza innata. L“istinto” esiste solamente per via della sapienza con quale ogni uno di noi nasce. Nulla è al caso! Il funzionamento del corpo e della psiche sono strettamente legate uno all’altra e allo stesso tempo possono agire indipendente uno dall’altra. I neonati sanno subito nuotare senza che alcuno impari loro come si fa; un adulto invece deve imparare come si fa altrimenti annega, fino ad un anno i bambini riescono a camminare senza che alcuno impari loro come si fa, ma oltre questo periodo faranno più fatica e a volte avranno bisogno di aiuto. Si impara a leggere e a scrivere più facilmente ad un’età più inferiore che ad una più matura (uno dei motivi per il quale l’inizio del percorso scolastico è stato anticipato). La facilità con la quale un bambino di una piccola età compie certe attività paragonata alla difficoltà con la quale stesse attività vengono compiute da un adulto, fa pensare che nell’immediatezza dei primi anni di vita vi sia un possesso di una quantità di informazioni e conoscenze chiare, pulite, non inquinate che permettono un approccio con maggior margine di correttezza ed eccellenza su tale attività.

Nel mondo che circonda i bambini, vi sono come è giusto che sia gli adulti. Dai genitori ai fratelli più grandi, dai maestri ai professori, tutti danno degli insegnamenti. Direi fortemente: Onore a chi insegna!

Senza dubbio è una grande qualità la capacità di trasmettere agli altri la padronanza di una dottrina. Ci si deve chinare di fronte a quei maestri che si aprono ai discepoli volenterosi di imparare e seguire i loro consigli. Quest’ultima parola – consigli – è letteralmente il nodo per il quale le generazioni di giovani diventano più sapienti, facendo un salto di qualità tra il passato e il presente o al contrario diventano più confusi creandosi una staticità nell’evoluzione.

Il progresso della società umana si è sempre basato sulla qualità delle scuole quale sono state in grado di tirare su adulti preparati e capaci nel sviluppare le idee. Ma con malincuore dovrò dire che ora mai, questa qualità delle scuole, da una cinquantina di anni ad oggi per esattezza, è diventata un ricordo emarginato dal concetto che tutti devono avere la stessa istruzione. Nascosta dietro ad una parola grande – il diritto all’istruzione – oggi la scuola si trova ad essere poco amata e a volte odiata. La capacità di giudizio e la sapienza incontaminata dei giovani diventa volutamente messa in confusione da un sistema mal funzionante che usa l’istruzione come una macchina per produrre soldi. La bellezza dei giovani, la loro scintilla di intelligenza che li fa brillare come le stelle nel cielo di notte gelata, viene offuscata con un metodo dal quale i più grandi maestri dei tempi antichi si sono guardati bene da stare lontani: UGUAGLIANZA.

Come abbiamo visto prima, nasciamo tutti quanti diversi e tutti quanti con una qualità innata, la Sapienza. Qualità da preservare come patrimonio inviolabile riservato ad ogni umano. Qualità che non dobbiamo calpestare e di fronte alla quale bisogna avere il rispetto più profondo. Alcuno di noi è uguale ad un altro essere e allo stesso tempo alcuno di noi è superiore o inferiore ad un altro essere. Le differenze tra gli umani, le differenze tra le varie specie sulla Terra si completano come un puzzle per formare il grande Uno.

Sentire genitori che affermano che i figli non intendono perché sono troppo piccoli, sentire professori che non permettono agli alunni di dubitare del insegnamento emarginando alunni con nuove idee come fossero delle piaghe da sterminare, vedere che in una certa attività come l’ingegneria, non ostante l’invenzione di una tecnologia degna delle menti più istruite non puoi emergere poiché non hai frequentato il politecnico, vedere bambini o adulti con un vero e autentico appoggio verso l’arte sconsiderati per l’unico motivo che non hanno finito una scuola d’arte – alla luce di tutto ciò mi domando se non si vuole un indebolimento della società tanto da frenarne il suo progresso. Cosi quelli che si distinguono devono nascondere le proprie capacità per amalgamarsi con la massa di idioti facendo i finti zombi in un mondo di cervelli spenti.

Se si insegnano alla nuova generazione falsità o realtà distorte sul passato essa viene messa in una grossa confusione poiché già in possesso della verità. Se si impone alla nuova generazione un tipo di insegnamento sbagliato si crea un offuscamento della mente tale da impedirle di trovare la giusta via nell’arricchimento della sua sapienza.

La nuova generazione è inesperta e facile da ingannare. Allo stesso tempo la nuova generazione è  in possesso di una forza che viene dal suo interno, che è nata assieme a lei e che la porta ad avere una rabbia esplosiva contro quelli che la vogliono controllare e la vogliono opprimere. I giovani sono capaci di scegliere e anche se fanno scelte che per alcuni possono sembrare sbagliate, sono in ogni caso capaci di cavarsela talmente bene da mettere invidia anche ai più anziani. Imporre ad un bambino, ad un ragazzo o ad un giovane una scelta che non gli appartiene scatenerà una rivoluzione dentro di lui che potrebbe tramutare in un odio senza fine.

A far partecipe un bambino alla coltivazione, crescita e raccolta e persino alla preparazione di un pasto di spinaci, mettendo in risalto sempre la qualità e il benessere che la natura stessa trasmette attraverso le sue piccole mani, porterà di sicuro ad un miglior assaggio di tale verdura che al contrario imposta con forza o minacce porterebbe ad un calvario a volte traumatico per la personalità del bambino. A far capire ad uno studente che la sua  peculiarità è migliore di un voto basso, semplicemente lasciandoci aiutare da lui nel scoprire la sua carenza in quella materia, lo farà esprimere “Ma che semplice che era!”, e sicuramente il suo voto migliorerà prima che al contrario, usare il metodo del castigo e negarli certi svaghi come fosse il giocare o uscire con gli amici.

Avere stima dei giovani, dare fiducia ai ragazzi, credere nelle capacità dei bambini sono doveri che toccano ai genitori, ai maestri, alla società che deve accettare i suoi errori e i suoi limiti e la quale deve cambiare se stessa senza chiedere o imporre alla nuova generazione l’aiuto. E’ più che sbagliato nell’affermare che “noi abbiamo fatto il nostro e ora tocca a voi”, ma quale colpa ha un ragazzo, per esempio, della situazione di crisi in quale siamo oggi? Di chi è la colpa, di lui che appena è arrivato al mondo o del anziano che non ha saputo crearli un mondo migliore del suo? Per quanto riguarda l’inquinamento sarà colpa del giovane che butta per terra una carta o sarà colpa dei più vecchi che hanno permesso il disboscamento di migliaia di acri di boschi?

I nuovi nati vengono appesantiti e inchiodati dalle responsabilità create dai già esistenti senza essere interrogati, senza che qualcuno chieda la loro opinione ed in più vengono obbligati a rispettare e adeguarsi ad un sistema malato che chiede se stesso di essere cambiato e paradossalmente allo stesso tempo di esserli sottomesso. La nuova generazione arriva in una società che pretende di essere rispettata senza rispettare. Dai nuovi nati, la società pretende di essere più di quanto siano stati i loro genitori, diffidando allo stesso tempo delle loro capacità, considerandoli deboli e senza idee.

La nuova generazione vale molto di più! La nuova generazione nasce più intelligente e merita il rispetto e se non le viene dato lo deve pretendere. I giovani devono pretendere la verità sulla storia dei loro antenati, devono pretendere strumenti di istruzione affidabili per le loro capacità e sopratutto devono pretendere che le generazioni esistenti mettano la società attuale in un registro nuovo, integro, sicuro e pronto per accogliergli. Molto più intelligente delle generazioni precedenti, la nuova non si deve sacrificare e non deve subire l’umiliazione di essere beffata.

Il sistema fa credere alle nuove generazioni che sono poco intelligenti e la società attuale è insegnata a sopprimere la brillantezza della nuova generazione e la sua capacità di approccio alla vita. Il sistema attuale cerca in ogni momento e ad ogni costo di escogitare nuovi metodi che impediscono l’evoluzione precoce dei bambini e dei ragazzi confondendo loro le idee e oscurando con metodi a prima vista attraenti le loro brillante menti. Sembra che il sistema ha paura dell’intelligenza della nuova generazione, forse perché essa è  l’unica in grado di rivelare al mondo intero la vera faccia di chi guida l’attuale società?

by  Riöphan

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